In merito alle recenti notizie riguardanti il gelato alla mandorla di Toritto (varietà Filippo Cea), è opportuno fare chiarezza per evitare fraintendimenti generati da titoli talvolta imprecisi.
Molte testate hanno presentato il prodotto come il "primo gelato alla mandorla di Toritto", un'affermazione che richiede una necessaria contestualizzazione storica e tecnica.
Una tradizione che attraversa i decenni
Contrariamente a quanto i titoli sensazionalistici possano aver lasciato intendere, il gelato alla mandorla di Toritto non è una novità assoluta.
Questa eccellenza gastronomica:
Esiste da decenni:La mandorla Filippo Cea di Toritto, è utilizzata dai maestri gelatieri locali e nazionali da generazioni.
È un successo internazionale: Grazie alle sue proprietà organolettiche uniche (un alto contenuto di oli e una spiccata pastosità), il gelato prodotto con questa mandorla è già diffuso e apprezzato da anni non solo in Italia, ma in tutto il mondo.
Presidio Slow Food:La materia prima è da lungo tempo tutelata come Presidio Slow Food e inserita nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), confermandone il radicamento storico.
La vera novità: Il primo gelato "certificato di filiera"
Ciò che gli articoli recenti avrebbero dovuto specificare con maggiore accuratezza è che non si tratta della "scoperta" di un nuovo gusto, bensì della nascita del primo gelato certificato secondo un disciplinare di produzione e di filiera.
La novità risiede nella tracciabilità: è stato formalizzato un percorso che attesta l'origine della mandorla dal campo alla vaschetta.
Mentre il gelato alla mandorla di Toritto è un pilastro della tradizione artigianale pugliese da oltre mezzo secolo, quello di cui si è parlato recentemente è il primo gelato a ricevere una cosiddetta "carta d'identità".
È fondamentale distinguere tra l'invenzione di un gusto (avvenuta moltissimo tempo fa) e l'istituzione di una certificazione (avvenuta da poco).

Commenti
Posta un commento