Una Pasquetta dal Sapore di Altri Tempi: Toritto Ritrova la Devozione ai Santi Crispino e Crispiniano

 Una Pasquetta dal Sapore di Altri Tempi: Toritto Ritrova la Devozione ai Santi Crispino e Crispiniano









Una Pasquetta dal Sapore di Altri Tempi: Toritto Ritrova la Devozione ai Santi Crispino e Crispiniano


In un mondo che corre veloce, ci sono luoghi in cui la memoria resiste e il tempo sembra rallentare. A Toritto, nella contrada di San Crispino, la Pasquetta non è soltanto scampagnata: è un ritorno alle radici, un rito che profuma di casa, artigianato e fede popolare.


La Storia: un gesto semplice che ha generato una tradizione


Era il 1940 quando Paolo Devito, calzolaio del paese, incontrò un frate lungo le strade polverose di Toritto. Chiese una benedizione e ricevette in cambio un’immagine sacra dei Santi Crispino e Crispiniano, patroni dei calzolai.  

Quel piccolo gesto accese una scintilla destinata a durare: Paolo costruì con le sue mani una cappella votiva nella campagna di Lago Vecchio, lungo via Cassano. Da allora, ogni anno, la famiglia Devito rinnova la promessa fatta dal capostipite, custodendo una tradizione che oggi è giunta alla quarta generazione.


La Cappella: un gioiello rurale che parla di cura e memoria


Una devozione che da 86 anni non si è mai spenta.


L'edicola votiva con La facciata, bianca e verde, è incorniciata da due alti cipressi dai tronchi imbiancati: sembrano sentinelle silenziose, radicate come la fede che proteggono.  

L’interno, illuminato da una cornice di luci, accoglie un altare semplice ma ricco di simboli: fiori freschi, una tovaglia ricamata, e soprattutto l’antica immagine dei Santi calzolai al lavoro, un rimando diretto alla dignità dell’artigianato.  

Il pane benedetto, disposto in cesti colmi, richiama la tradizione della carità: un dono ai pellegrini, un gesto che unisce la comunità.


La famiglia Devito continua a invitare i fedeli alla benedizione del Lunedì dell’Angelo, mantenendo viva una consuetudine che affonda le radici nella storia del territorio .


La Festa di un Tempo: il palo della cuccagna e i profumi della campagna


Fino a pochi anni fa, la contrada si riempiva di giovani e famiglie. Il momento più atteso era la sfida del palo della cuccagna: un tronco alto, reso scivoloso dal grasso, che metteva alla prova forza, equilibrio e astuzia.  

In cima, come trofei sospesi, salumi e formaggi locali: ricompense che raccontavano la genuinità della terra.


Attorno, l’atmosfera era quella delle feste popolari di una volta:  

- i noccellai con i loro profumi tostati,  

- la bassa banda che accompagnava la giornata,  

- le luminarie che accendevano la sera,  

- i fuochi pirotecnici che chiudevano la festa con un abbraccio di luce.


Un territorio che custodisce meraviglie


La zona di Lago Vecchio non è solo devozione: è anche un piccolo scrigno di bellezza.  

Qui sorge la celebre Grotta Incantata, il presepe meccanico creato dal compianto Pietro D’Elia, un’opera che incanta generazioni e che continua a essere un punto di riferimento per chi cerca stupore e spiritualità.


Una Pasquetta che unisce passato e presente


Oggi Quasano è la meta più frequentata per la Pasquetta, ma la festa dei Santi Crispino e Crispiniano resta un appuntamento irrinunciabile per chi vuole respirare un’aria diversa: più lenta, autentica, dal sapore antico e buono del pane fresco.


La famiglia Devito non custodisce solo una cappella: custodisce un’eredità.  

Tra il profumo del pane, il silenzio degli ulivi e dei mandorli e il ricordo del calzolaio Paolo, questa tradizione continua a parlare alla comunità di Toritto, ricordando che la fede – quando nasce dal cuore – non conosce tempo.







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