HEIMAT, STORIE DI MEMORIE MIGRANTI
L’opera pubblica di Jasmine Pignatelli per Toritto mette al centro storie di migrazione e memoria condivisa
Verrà installata a fine giugno la scultura pubblica di Jasmine Pignatelli, un progetto articolato e intenso che chiede il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini di Toritto e che mette al centro della narrazione storie di migranti, esperienze e ricordi di persone lontane, che hanno attraversato distanze e Paesi per costruire un nuovo futuro.
Come richiama anche la call pubblica lanciata dal Comune di Toritto, il progetto raccoglie fotografie, racconti e memorie “per farle diventare parte di un’opera d’arte pubblica e di una esperienza collettiva che si costituisce come archivio vivo e sentimentale delle famiglie di Toritto”. Un percorso artistico e sociale pensato “per ricordare chi, ieri e oggi, ha attraversato distanze per costruire nuovo futuro”.
La scultura si pone come luogo fisico del ricordo, spazio condiviso a forma di cubo che contiene e raccoglie le testimonianze collettive. L’artista, legata per origini materne a Toritto, chiede di condividere attraverso il dono di una fotografia piccole storie fatte di lontananze, partenze, addii, abbracci, ritorni e affetti legati alla migrazione in tutte le sue forme.
“Le fotografie di Heimat custodiscono storie familiari. Insieme fanno parte di una narrazione che appartiene alla memoria collettiva”, si legge nella locandina ufficiale del progetto.
“HEIMAT nasce da una mia esperienza personale e compiuta proprio a Toritto all’età di 4 anni nel 1972 – racconta l’artista Jasmine Pignatelli – Nasce dal ritrovamento di una fotografia che mi ritrae con i nonni sull’uscio della casa sul viale della stazione. I miei genitori mi affidarono per un anno ai nonni per organizzare il definitivo trasferimento in Italia dopo diversi anni passati a Toronto come migranti specializzati. Per diverso tempo, ma ancora oggi, quella foto mi fa sentire a casa. Racconta i profumi, i sapori, il pane caldo, il rosso della salsa, le mandorle stese e i fichi a seccare. Racconta i muretti a secco, le rondini basse che poi spariscono nelle fessure dei muri, il gelato del bar Giardino e le processioni al seguito del nonno”.
“In questa fotografia c’è un’epifania di vita e di memoria: è il luogo che mi fa ancora sentire a casa. Sono convinta che questo mio ricordo, da difendere e custodire, sia certamente una piccola storia, ma anche parte di una più grande narrazione collettiva fatta di lontananze, addii, abbracci, affetti e identità legate alla migrazione in tutte le sue forme. Una narrazione fatta di partenze e ritorni che appartiene anche a chi ha scelto, in questo luogo, una nuova casa, nuovi lavori, nuovi sentimenti e nuove speranze”.
Nasce così “HEIMAT”, un progetto di arte pubblica relazionale realizzato con fondi del PNRR – PINQUA bandito dalla Città Metropolitana di Bari e vinto dall’artista.
La scultura-memoriale sarà installata a fine giugno nel giardino di via Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e conterrà al suo interno le fotografie donate al progetto. L’opera consiste in una scultura ambientale che custodisce un cubo centrale in corten nel quale verranno riunite identità, memorie e testimonianze raccolte durante incontri e momenti di condivisione con i cittadini.
L’opera si costituisce come “memoriale” e “altare” civile capace di custodire un intreccio di storie e narrazioni appartenenti alla collettività. È il luogo fisico del ricordo, un monolite dal forte valore evocativo che protegge i ricordi consegnati al progetto e materializza l’identità sociale del territorio attraverso le sue relazioni umane.
Heimat è anche esperienza condivisa: una parte relazionale e partecipativa che chiama a raccolta i cittadini nell’atto di donare una fotografia o un ricordo come forma di testamento collettivo. Attraverso incontri, interviste e momenti di ascolto, il progetto punta a costruire uno “scrigno della memoria condivisa”, materiale vivo che potrà diventare anche libro e documentario.
Il sindaco di Toritto, Dionisio Rotunno, sottolinea:
“HEIMAT rappresenta un’opera dal profondo valore civile e umano. Toritto custodisce nella propria storia tante esperienze di migrazione, sacrificio e ritorno. Attraverso questo progetto vogliamo trasformare la memoria privata in patrimonio collettivo affinché le nuove generazioni possano riconoscersi nelle radici, nei volti e nei racconti delle famiglie che hanno costruito il nostro presente”.
La vicesindaca e assessora alla cultura, Marianna Scarangella, evidenzia invece “la straordinaria umanità relazionale dell’opera, capace di creare connessioni autentiche tra persone, generazioni e vissuti differenti. HEIMAT non è soltanto una scultura pubblica, ma un gesto collettivo di ascolto, cura e condivisione emotiva che mette al centro le relazioni umane e il valore delle storie custodite nelle famiglie”.
COME PARTECIPARE
Per partecipare alla realizzazione dell’opera basta donare una fotografia e raccontare la storia che rappresenta e che non si vuole dimenticare.
La parte relazionale del progetto prevede incontri con le famiglie di Toritto, collaborazioni con associazioni e scuole, piccoli laboratori dedicati all’arte partecipata e un calendario di appuntamenti per raccogliere immagini, racconti e testimonianze. Gli incontri potranno svolgersi nelle case dei narratori, in spazi associativi o in luoghi messi a disposizione dal Comune.
Durante il percorso saranno realizzati anche un video-racconto poetico con voci, fotografie e testimonianze e un rituale collettivo finale nel quale le fotografie donate verranno inserite all’interno della scultura insieme alla partecipazione di bambini e famiglie, prima della sigillatura e della consegna dell’opera alla collettività.
È possibile seguire i canali dedicati e contattare direttamente il progetto attraverso:
pagina Facebook “heimat.toritto”
mail: heimat.storiecondivise@gmail.com
Comune di Toritto
I partecipanti riceveranno inoltre un certificato di autenticità che lega la fotografia all’opera pubblica.
GLI OBIETTIVI DEL PROGETTO
“Ricordare insieme è una necessità”: attraverso la reminiscenza condivisa, Heimat intende rafforzare il tessuto sociale e costruire una narrazione collettiva capace di unire le persone attorno a una memoria comune. Il progetto propone il racconto condiviso come forma d’arte e come antidoto alla dimenticanza, alla dispersione e alla perdita del radicamento.
CENNI BIOGRAFICI DELL’ARTISTA
Jasmine Pignatelli nasce in Canada da genitori italiani. Laureata in Architettura, vive e lavora tra Bari e Roma. La sua ricerca artistica è connessa a intenti emotivi e umanistici.
Tra le opere pubbliche più significative vi è “Sono Persone 8.8.1991”, realizzata tra Bari e Durazzo e dedicata a Enrico Dalfino e allo spirito di accoglienza dei baresi verso i profughi albanesi arrivati con la nave Vlora nel 1991. Ha inoltre realizzato sulla facciata del PACT Regione Puglia l’opera “Radici e Ali”, dedicata allo scrittore Alessandro Leogrande.
Nel 2025, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne, è intervenuta nello spazio pubblico con il progetto “Donne Meridiane”. Nel 2024 ha ricevuto dalla Città di Bari il Nicolino d’Oro e attualmente insegna Land Design presso l’Accademia di Belle Arti di Bari.

Commenti
Posta un commento