Da 26 anni costruisce il suo carro per devozione alla Madonna degli Angeli: la storia di Carlo S. e del suo gruppo
Ha soltanto 36 anni, ma da ben 26, praticamente da quando era un bambino di dieci anni, dedica tempo, passione e sacrificio alla realizzazione del carro infiorato in onore della Madonna degli Angeli di Quasano. Carlo S. è uno dei protagonisti di una tradizione che, ancora oggi, rappresenta uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità torittese.
Il suo carro è uno dei circa venti che, tra opere infiorate e carri tradizionali ispirati agli antichi traini che conducevano i fedeli verso l'amata borgata di Quasano, hanno preso parte anche quest'anno alla festa patronale dedicata alla Madonna degli Angeli, celebrata secondo una tradizione secolare nella terza domenica di giugno.
«Per la devozione che porto nel cuore per la Madonna degli Angeli sento dentro di me il dovere di continuare», racconta Carlo, che insieme a circa 25 collaboratori, dai più piccoli ai più grandi, porta avanti un impegno che coinvolge intere famiglie. Tra loro c'è anche un bambino di appena quattro anni, già impegnato nella preparazione dei fiori in carta, segno di una tradizione che continua a tramandarsi di generazione in generazione.
Negli anni il gruppo ha conquistato numerosi riconoscimenti, aggiudicandosi quattro primi premi e ottenendo per tre volte, tramite sorteggio, l'onore del trasporto del Trionfo. Un risultato frutto di mesi di lavoro: la costruzione del carro avviene infatti all'interno di un garage, dove per circa quattro mesi i componenti del gruppo si ritrovano quotidianamente. La spesa media per la realizzazione dell'opera si aggira intorno ai 2.000 euro, suddivisi tra tutti i partecipanti.
Il tema scelto quest'anno è dedicato all'ottavo centenario di San Francesco d'Assisi. L'intera composizione si sviluppa attorno al simbolo del puzzle, rappresentazione della comunione tra il Santo di Assisi e la Madonna degli Angeli di Quasano. Le due grandi tessere centrali raffigurano San Francesco e la Vergine, unite da un movimento scenografico che richiama l'incontro tra la spiritualità francescana e la devozione mariana.
Completano l'opera una colorata farfalla, simbolo di rinascita e trasformazione, le sagome di una famiglia in preghiera, a richiamare il ruolo della famiglia cristiana, e sul retro la raffigurazione della Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi accompagnata da un testo poetico che spiega il significato dell'intera composizione.
«Francesco e Maria, Assisi e Quasano, la Porziuncola e la Basilica: separati sono frammenti, ma uniti rivelano il volto di una Chiesa che si compie nella comunione». È questo il messaggio racchiuso nell'opera, realizzata con migliaia di fiori in carta e con quella devozione che, da oltre un quarto di secolo, continua ad animare il cuore di Carlo e del suo gruppo.






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