3 Il Piccolo Teatro San Giuseppe di Toritto: 50 anni di passione, comunità e cultura


**Il Piccolo Teatro San Giuseppe di Toritto: 50 anni di passione, comunità e cultura


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**La nascita e la missione**

Nel 1975, un gruppo di giovani torittesi, animati dalla passione per il teatro e dal desiderio di creare un punto di aggregazione culturale, diede vita al Piccolo Teatro San Giuseppe (PTSG). In un’epoca in cui le opportunità di svago e crescita culturale erano limitate, soprattutto in un piccolo centro come Toritto, il teatro divenne un faro di creatività e socialità. La cripta della Chiesa di San Giuseppe, allora adibita a deposito, fu trasformata in una sede associativa grazie all’impegno di artigiani, professionisti e volontari del paese. Un gesto simbolico, come la gettata di cemento del 1975 offerta dall’Ing. De Nora e realizzata dall’amico Casimiro Casale, segnò l’inizio di un sogno collettivo che ancora oggi resiste e si rinnova.


La missione del PTSG è stata fin da subito chiara: essere un luogo di aggregazione e socializzazione aperto a tutte le età e fasce sociali, senza distinzioni. Il teatro si è proposto come spazio in cui sviluppare potenzialità creative ed espressive, attraverso la recitazione, la scenografia, la scenotecnica e la manutenzione della struttura, promuovendo la crescita individuale e di gruppo.


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**Momenti significativi e valori fondanti**

La storia del PTSG è costellata di momenti indimenticabili, come la collaborazione con la famiglia Regina per le sedie del cinema, il supporto della Confraternita e dei parroci, e il contributo di benefattori come Pinuccio Poveromo. Ogni socio e simpatizzante ha lasciato un segno, arricchendo l’associazione non solo a livello logistico, ma anche culturale.


I valori che hanno guidato il teatro in questi 50 anni sono la condivisione, l’inclusione e la valorizzazione del patrimonio culturale locale. Il PTSG ha saputo adattarsi ai cambiamenti generazionali e tecnologici, mantenendo vivo il suo ruolo di ponte tra le generazioni e di custode della memoria collettiva.


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**Lo spettacolo in vernacolo: un omaggio alle radici**

In occasione del 50° anniversario, il PTSG ha scelto di inaugurare la stagione teatrale con uno spettacolo in vernacolo, *“De Tritte a feile dritte”*, un omaggio al paese e alla sua tradizione. Il titolo riprende il primo cabaret del 1977, scritto dal prof. Vincenzo D’Urso, e si intreccia con le interviste ai nonni realizzate da Lina Fariello nel 2008 per lo spettacolo *“A cinghe…”*. Lo spettacolo, che unisce giovani e adulti, è un viaggio tra detti, usanze e tradizioni del passato, rivisitate attraverso il dialetto, lingua viva e veicolo di identità culturale.


Portare in scena un lavoro in vernacolo oggi rappresenta una sfida: salvaguardare il dialetto come patrimonio immateriale, favorire la produzione culturale dal basso e rendere il teatro uno strumento di coesione comunitaria. È un modo per ricordare che il teatro non è solo intrattenimento, ma anche custodia della memoria e della storia locale.


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**Festeggiamenti e progetti futuri**

Oltre allo spettacolo in programma per il 26 ottobre, 1 e 2 novembre, il PTSG sta lavorando a un calendario di eventi per celebrare i 50 anni, tra cui iniziative musicali e sorprese legate al vernacolo. L’obiettivo è coinvolgere la comunità in un percorso di condivisione e crescita, mantenendo vivo lo spirito che ha animato il teatro fin dagli esordi.


Tra le sfide degli ultimi anni, il PTSG ha dovuto affrontare il cambiamento generazionale e l’impatto della pandemia, che ha costretto a reinventare le attività. Nonostante le difficoltà, l’associazione ha resistito, utilizzando la tecnologia per mantenere vivo il contatto tra i soci e per sperimentare nuove forme di spettacolo, come lo spettacolo a episodi *“Io speriamo che me la cavo… in DAD”*.


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**Il teatro oggi e domani**

Oggi, il PTSG è molto più di un semplice teatro: è un luogo di incontro, crescita e condivisione, un ponte tra generazioni e storie diverse. Attraverso laboratori e attività, offre a bambini, giovani e adulti l’opportunità di scoprire il proprio potenziale creativo e di sentirsi parte attiva della comunità.


Per il futuro, l’associazione guarda a progetti innovativi, come scenografie virtuali e testi teatrali che uniscano recitazione, danza e musica dal vivo. L’obiettivo è continuare a costruire, mattone dopo mattone, una storia che duri altri 50 anni.


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**Un messaggio alla comunità**

Il PTSG rivolge un grande grazie a tutti coloro che, in questi 50 anni, hanno creduto nel valore sociale ed educativo del teatro. A chi vuole avvicinarsi al teatro oggi, l’invito è semplice: *“Venite a trovarci, non c’è bisogno di essere attori. C’è spazio per tutti, perché il teatro è vita condivisa”*.


In un mondo sempre più digitale, il teatro rimane un antidoto alla solitudine, un luogo dove guardarsi negli occhi, ridere, piangere e riflettere insieme. Come ha detto Luca De Filippo, *“Un teatro deve essere piccolo per poter trasmettere alla gente pensiero ed emozioni. Tu devi essere sempre a contatto con gli occhi delle persone per poter lavorare con loro”*. Il PTSG, con la sua storia e il suo impegno, incarna perfettamente questo spirito.


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