Il giardino della gentilezza
Il giardino della gentilezza
In un piccolo paese circondato da colline verdi e cieli azzurri, c’era una scuola speciale dove i bambini imparavano non solo a leggere e scrivere, ma anche a coltivare la gentilezza.
Un giorno, il maestro portò i suoi alunni in un giardino segreto dietro la scuola. “Questo è il Giardino della Gentilezza,” disse sorridendo. “Ognuno di voi pianterà un fiore, ma non con acqua o terra… con un gesto gentile.”
Ilary fu la prima. Piantò un fiore rosa e lo annaffiò con dolcezza, abbracciando una compagna che si sentiva triste. “Per me la gentilezza è dolcezza,” disse.
Vincenzo aiutò un bambino a raccogliere i suoi libri caduti. “La gentilezza è aiutare,” disse, mentre il suo fiore giallo sbocciava.
Francesco e Davide si scambiarono un sorriso e un cinque. “La gentilezza è un gesto d’affetto,” dissero insieme, facendo nascere un fiore arancione.
Donato regalò il suo panino a chi non ne aveva. “La gentilezza è un gesto d’amore,” disse, e il suo fiore rosso brillò al sole.
Giorgia scrisse un biglietto con un cuore e lo lasciò sul banco di un amico. “La gentilezza è un gesto carino,” disse, mentre il suo fiore lilla danzava nel vento.
Giulio osservò tutto e disse: “La gentilezza ti fa sentire bene.” Il suo fiore blu si aprì lentamente, come un sorriso che nasce dentro.
Giulia abbracciò i suoi amici e disse: “La gentilezza è vivere tra amici e non si dimentica mai.” Il suo fiore bianco profumava di ricordi.
Infine Francesca donò il suo tempo per ascoltare una storia. “La gentilezza è donare,” disse, e il suo fiore verde si piegò con grazia.
Alla fine della giornata, il giardino era pieno di colori, profumi e sorrisi. I bambini capirono che la gentilezza non ha una sola forma: è dolcezza, aiuto, affetto, amore, piccoli gesti, benessere, amicizia e dono.
E quel giardino, da quel giorno, non smise mai di fiorire.




Commenti
Posta un commento